โ€ฆ๐ข๐ฅ ๐ฌ๐š๐ฉ๐จ๐ซ๐ž ๐๐ž๐ฅ ๐ฉ๐š๐ง๐žโ€ฆ ๐ฅ๐š ๐๐ž๐ฅ๐ข๐œ๐š๐ญ๐ž๐ณ๐ณ๐š ๐๐ž๐ฅ ๐ฏ๐ž๐ง๐ญ๐จโ€ฆ

Le facce. Mi piace guardarle alla fine dellโ€™ultimo giorno di corso.

Sono belle: con una infinitร  di sfaccettature, ma sono belle. Anche quando hanno lo sguardo a punto interrogativo, quando sembra che si stiano dicendo dove sono, dove sono state e, soprattutto, dove stanno andando. Perchรฉ spesso si comincia a fare un percorso diverso.

Ed รจ quello che succede quando la visione cambia, lโ€™orizzonte si allarga e le possibilitร  di miglioramento diventano praticamente infinite.

E poi ci sono quelli che NO.

Ci sono quelli che โ€œ๐‘ก๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘Ž๐‘›๐‘œ ๐‘‘๐‘– ๐‘›๐‘œ๐‘› ๐‘ฃ๐‘œ๐‘™๐‘’๐‘Ÿ๐‘’โ€, che vogliono assolutamente rimanere dove sono. Quelli che sono abituati a camminare voltati allโ€™indietro, che credono di sapere dove stanno andando solo perchรฉ vedono dove hanno messo i piedi fino a quel momento.

Sono quelli che dicono: โ€œ๐ธ ๐‘Ž๐‘‘๐‘’๐‘ ๐‘ ๐‘œ? ๐‘€๐‘–๐‘๐‘Ž ๐‘š๐‘– ๐‘ฃ๐‘ข๐‘œ๐‘– ๐‘ฃ๐‘’๐‘›๐‘–๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘Ž ๐‘‘๐‘–๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘ก๐‘ข๐‘ก๐‘ก๐‘œ ๐‘ž๐‘ข๐‘’๐‘™๐‘™๐‘œ ๐‘โ„Ž๐‘’ โ„Ž๐‘œ ๐‘“๐‘Ž๐‘ก๐‘ก๐‘œ ๐‘“๐‘–๐‘›๐‘œ ๐‘Ž ๐‘œ๐‘Ÿ๐‘Ž ๐‘’ฬ€ ๐‘ ๐‘๐‘Ž๐‘”๐‘™๐‘–๐‘Ž๐‘ก๐‘œ?โ€. Sรฌ, fanno questa domanda e ci credono, mentre la fanno.

Forse.

E si convincono di unโ€™altra convinzione. Unโ€™altra.

Le convinzioni. Le credenze.

Sono cose preziose. Preziosissime. Un tesoro.

โ€œ๐—œ๐—น ๐—บ๐—ถ๐—ผ ๐˜๐—ฒ๐˜€๐˜€๐˜€๐˜€๐—ผ๐—ฟ๐—ผโ€

Chi se lo ricorda?

Beh, parlavo proprio di questo con una persona, allโ€™uscita di un corso terminato qualche giorno fa.

Aveva la faccia che sembrava illuminata da qualche raggio di sole che lโ€™aveva sorpresa nella sua penombra.

E gli occhi spalancati:

โ€œ๐ถ๐‘Ž๐‘ฃ๐‘œ๐‘™๐‘œ,โ€ mi ha detto โ€œ๐‘š๐‘Ž ๐‘Ž๐‘‘๐‘’๐‘ ๐‘ ๐‘œ ๐‘‘๐‘’๐‘ฃ๐‘œ ๐‘Ÿ๐‘–๐‘ฃ๐‘œ๐‘™๐‘ข๐‘ง๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘ก๐‘ข๐‘ก๐‘ก๐‘œ ๐‘ž๐‘ข๐‘’๐‘™๐‘™๐‘œ ๐‘โ„Ž๐‘’ โ„Ž๐‘œ ๐‘“๐‘Ž๐‘ก๐‘ก๐‘œ ๐‘“๐‘–๐‘›โ€™๐‘œ๐‘Ÿ๐‘Ž ๐‘›๐‘’๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐‘š๐‘–๐‘Ž ๐‘ฃ๐‘–๐‘ก๐‘Ž?โ€

โ€œDevoโ€ ha dettoโ€ฆ

โ€œTuttoโ€ ha dettoโ€ฆ

Ovviamente le cose sono un poโ€™ diverse, come diceva Troisi: โ€œ๐˜•๐˜ฐ๐˜ฏ๐˜ด๐˜ช๐˜จ๐˜ฏ๐˜ฐ๐˜ณ๐˜ฆ. ๐˜™๐˜ช๐˜ค๐˜ฐ๐˜ฎ๐˜ช๐˜ฏ๐˜ค๐˜ช๐˜ฐ ๐˜ฅ๐˜ข ๐˜ต๐˜ณ๐˜ฆ.  ๐˜›๐˜ณ๐˜ฆ ๐˜ค๐˜ฐ๐˜ด' ๐˜ฎ๐˜ฆ ๐˜ด๐˜ฐโ€™ ๐˜ณ๐˜ช๐˜ถ๐˜ด๐˜ค๐˜ช๐˜ต๐˜ฆ ๐˜ช๐˜ฏ๐˜ฅ โ€˜๐˜ข ๐˜ท๐˜ช๐˜ต๐˜ข, ๐˜ฑ๐˜ฆ๐˜ค๐˜ค๐˜ฉ๐˜ฆฬ ๐˜ข๐˜จ๐˜จ๐˜ชโ€™๐˜ข ๐˜ฑ๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ฅ๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ฆ ๐˜ฑ๐˜ถ๐˜ณ๐˜ฆ ๐˜ค๐˜ฉ๐˜ฆ๐˜ด๐˜ต๐˜ฆ?โ€

Sicuramente ci sono esperienze che saranno ottime basi per strutturare un futuro migliore e piรน soddisfacente.

Ma รจ lรฌ che si impuntano in molti. Il pensiero di dover mollare il Tessssoro li fa stare male. Alcuni preferiscono diventare come Gollum piuttosto che mollare lโ€™anello della credenza, il Tessssoro di un passato che li ha portati allโ€™insoddisfazione in cui si trovano ora.

E se il tesoro fosse dieci, mille volte piรน grande? Da chi dipende darsi finalmente questa possibilitร ?

Boh, se non dagli altri, da chi?

 

Resta pure attaccato al tuo tesssoro. Ma se qualcosa dentro scalpita, ascoltalo. Forse sta chiedendo di ricominciare da tre. Non serve buttare tutto allโ€™ariaโ€ฆ basta scegliere cosa vale davvero e iniziare da lรฌ.

Guido Oliva

Atelier della PNL

L'Atelier della PNL nasce per aiutarti a scolpire la tua essenza, eliminando il superfluo e lasciando emergere ciรฒ che sei davvero. Autentico. Potente. Realizzato.