
Sant’Agostino era uno che ci sapeva fare.
Per un sacco di cose.
E questa qui è una di quelle.
Non so a voi, ma a me il latino dà sempre un che di solenne. Le parole arrivano con maggiore autorità.
Anche qui, nella lingua dei padri fa un certo effetto.
Ma anche in italiano il significato è importante:
“𝑁𝑜𝑛 𝑢𝑠𝑐𝑖𝑟𝑒 𝑑𝑎 𝑡𝑒 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑜, 𝑟𝑖𝑒𝑛𝑡𝑟𝑎 𝑖𝑛 𝑡𝑒, 𝑛𝑒𝑙𝑙'𝑖𝑛𝑡𝑖𝑚𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙'𝑢𝑜𝑚𝑜 𝑟𝑖𝑠𝑖𝑒𝑑𝑒 𝑙𝑎 𝑣𝑒𝑟𝑖𝑡𝑎̀”.
Mi capita quotidianamente di parlare con persone che basano la propria esistenza sul giudizio degli altri, sulla colpa degli altri, sulla responsabilità degli altri. E aspettano che dall’esterno arrivi la soluzione: “Ah, se mio marito/mia moglie facesse…”, “Eh, se il mio capo facesse…”, “Se mio figlio non si comportasse…”, Se il lavoro, Se il vicino…, Se il mondo…, Se qualsiasi altra cosa che non sia io… diventasse esattamente come voglio, allora sì che andrebbe tutto bene!
E se invece tutto dipendesse da te? E se cominciassi a lavorare su di te?
Seriamente dico, non quella cosa che più o meno fa così: “Sì sì, lo so, tu hai ragione ma io ci provo, è solo che”.
Da solo? Ci stai provando da solo? Bravo, ce la puoi fare (ecco, un’altra cosa che ci si racconta è questa: ”Ce la posso fare e ce la farò”). Sì, certo, fra trentadue anni.
Fallo in meno tempo. Fallo con chi può darti una mano, con chi ha gli strumenti, l’esperienza e la capacità.
Fallo mettendoti in gioco, con un passo fermo in un flusso di conoscenza. Inizia a comprendere perché imparare, accrescere la propria consapevolezza, creare la comunicazione efficace con sé stessi prima di “sperare” che il mondo ti capisca.
Pensi di conoscerti già a fondo? Hai pensato Sì?
Se vuoi davvero smettere di aspettare che siano gli altri a cambiare, allora fermati, rientra in te stesso e ascolta la voce che non mente mai.
Non è un esercizio da fare un giorno sì e tre no: è un viaggio quotidiano che inizia con il coraggio di guardarti senza filtri e senza alibi.
Puoi continuare a dire “poi lo farò” oppure scegliere di iniziare ora, con il passo giusto e gli strumenti giusti.
Noi possiamo guidarti in questo percorso, ma il primo sì deve arrivare da te — quello che spalanca il varco tra il mondo che subisci e il mondo che costruisci.
Guido Oliva