La struttura della matrice

“C’era una volta un giovane principe che credeva in tutte le cose tranne che tre. Non credeva nelle principesse, non credeva nelle isole, non credeva in Dio. Il re suo padre gli diceva che queste cose non esistevano. Siccome nei domini paterni non vi erano né principesse né isole né alcun segno di Dio, il principe credeva al padre.”


Un giorno di qualche manciata di anni fa, un uomo mi disse che io e un altro nutrito gruppo di utilizzatori di sinapsi, avremmo dovuto controllare bene le sue maniche.

C’era un grande prato, intorno. E l’uomo disse che avremmo dovuto controllare le maniche del suo vestito, perché, probabilmente, le avrebbe rimboccate.

Guardai le sue maniche. Ma non capii.

Perché stavo guardando con gli occhi.

 

“Ho visto le isole, ho visto le principesse, ho visto Dio”, disse il principe in tono di rimprovero.
Il re rimase impassibile.
“Non esistono né vere isole né vere principesse né un vero Dio”.
“Ma è ciò che ho visto!”.
“Dimmi com’era vestito Dio”.
“Dio era in abito da sera, di gala”.
“Portava le maniche della giacca rimboccate?”.
Il principe ricordava che erano rimboccate. Il re rise.
“È la divisa del mago. Sei stato ingannato”.

 

Ci disse che il Mago dice la verità, perché all’inizio ci dice che ci ingannerà e alla fine lo farà.

È così che il Mago ci aiuta a muoverci dal Palazzo Reale delle convinzioni.

“Siccome nei domini paterni non vi erano né principesse né isole né alcun segno di Dio, il principe credeva al padre.”

“Siccome…”

Siccome il principe non vedeva principesse, isole e Dio, allora credeva al padre.

 

Ci sono cose in cui credi perché non riesci a vederle?

In cosa credi?

 

“Sei tu che t’inganni, ragazzo mio. Nel regno di tuo padre vi sono molte isole e molte principesse. Ma tu sei sotto l’incantesimo di tuo padre e non le puoi vedere”.

 

È allora che Dio e il Re si svelano per quello che sono.

Due Maghi.

Forse.

“Devo sapere la verità, la verità dietro la magia”.
“Non vi è alcuna verità, dietro la magia”, disse il re.

L’uomo mi disse che c’erano principesse, che c’erano isole e perfino Dio. Se avevo voglia di sapere che ci fossero.

E poi mi disegnò la mappa per trovarli. Lo fece con le parole, senza invadere il mio territorio. Perché è così che un mago si tira su le maniche della giacca. Con gli occhi chiusi.

Perché non esiste una verità. Anche quella che si nasconde dietro la magia.

Il mago è la persona più onesta che ci sia. Ti dice che ti mentirà, e poi lo fa.

 

Allora puoi decidere di dipanare il filo torvo che si attorciglia fra quelle convinzioni solide, e puoi lasciarti andare alla tristezza. Come il principe.

 

Disse: “Mi ucciderò”.

Il re, per magia, fece comparire la morte. Dalla porta la morte fece un cenno al principe. Il principe rabbrividì. Ricordò le isole belle ma irreali e le belle ma irreali principesse.


Quando rabbrividisci e smetti di osservare le maniche di Dio e le maniche del Re, allora puoi notare che riesci a sopportare ciò che non sapevi di possedere.

 

Perché puoi decidere di ricordare “le isole belle ma irreali e le belle ma irreali principesse”, prendere la pillola azzurra e fine della storia, ti svegli l’indomani in camera tua e crederai a quello che vorrai.

 

Oppure prendi la pillola rossa, quella del mago seduto sullo sgabello, resti nel paese delle meraviglie e te ne vai a vedere quanto è profonda la tana del Bianconiglio.

 

È quando ti lasci andare nel flusso che la tua magia comincia a fluire.

 

“Non cercare di piegare il cucchiaio. È impossibile. Cerca invece di fare l'unica cosa saggia: giungere alla verità.”
“Quale verità?”
“Che il cucchiaio non esiste.”
“Il cucchiaio non esiste?”
“Allora ti accorgerai che non è il cucchiaio a piegarsi, ma sei tu stesso!
”

 

C’era un grande prato intorno. E l’uomo aspettò.

Il principe guardò dentro di sé.

“Va bene”, disse, “riuscirò a sopportarlo”.

“Vedi, figlio mio, disse il re, “adesso anche tu sei diventato un mago”. 

 

E tu?

Come sono le tue maniche? Quali sono le tue principesse?

Quali isole attraversi?

Quante volte hai visto Dio sulla spiaggia?

E dimmi, ce l’hai anche tu un uomo sullo sgabello che porta le maniche della giacca rimboccate?

Se la risposta è sì, allora sei una persona fortunata anche tu!


Se anche tu hai intravisto isole, principesse o cucchiai che non esistono, forse è il momento di allenarti a vedere davvero.

Nei nostri corsi esploriamo la magia della mente, la potenza delle parole e la libertà nascosta dietro ogni convinzione.

Scrivici. Potremmo non piegare il cucchiaio, ma aiutarti a scoprire chi lo tiene in mano.

Guido Oliva

Atelier della PNL

L'Atelier della PNL nasce per aiutarti a scolpire la tua essenza, eliminando il superfluo e lasciando emergere ciò che sei davvero. Autentico. Potente. Realizzato.