
“Nel mezzo del cammin di qualche vita
qualcun si ritrovò per una selva oscura
ché la diritta via era smarrita!”
Non so perché, ma ho il vago sentore che più di qualcuno che legge qui (ma anche che qui non legge) può essersi ritrovato in un momento della vita un po’ “incasinato”, come sicuramente direbbe Dante!
Uno di quei periodi di curve e di tornanti in salita verso la cima di una montagna che volentieri avrebbe evitato di scalare.
È successo anche a te?
Immaginavo.
Beh, la crescita personale funziona anche così.
Come ha scritto Dante: dall’Inferno al Purgatorio, per arrivare in Paradiso.
Quando si è in “quel” cammino, c’è proprio un percorso da fare, e la prima parte di questo viaggio è quella che riguarda la Scoperta: la scoperta di sé stesso, la scoperta della situazione. È lì che c’è la presa di coscienza, di autoconsapevolezza.
E spesso, qui, ci si trova in una qualche visione personale dell’Inferno.
A volte si tenta anche di fuggire. Da sé stessi.
A volte ci si riesce.
Per un po’…
Ma non si può fuggire per sempre (forse, riflettendoci, qualcuno ci riesce. Ma non sono coloro che interessano a noi!).
Siamo tutti un po’ restii a guardarci nel profondo, magari senza giudizio. Quello che potremmo vedere a volte potrebbe non piacerci. Ma se non impariamo a osservarci dall’esterno, non troveremo soluzioni ai nostri problemi.
Bisogna attraversarlo l’Inferno. E lo si fa imparando a farlo. Anche con l’aiuto di un Virgilio che accompagna. Si apprende sulla propria pelle fino ad arrivare a Conoscere veramente se stessi ed è solo allora che comincia a intravedersi il confine tra l’Inferno e il Purgatorio, lì dove abbiamo la possibilità di allontanare da noi i risentimenti poco funzionali alla nostra crescita. È in questo Purgatorio che possiamo fare l’altro passo, quello dell’Accettazione di quella parte di noi che forse non eravamo coscienti di avere. Possiamo rimettere in equilibrio noi stessi ridistribuendo la responsabilità di ogni nostro gesto.
Poi, per antonomasia (forse), è l’amore che ci porta in Paradiso. Ed è proprio quella la fase successiva: l’Amare il sé stesso profondo di cui si è presa la consapevolezza di essere. Amare ciò che si è, ciò che si fa, amare con passione per avere quel trasporto, quella spinta e quella determinazione che sono la propulsione per Trasformare in meglio ciò che vogliamo, ciò che abbiamo, con una gratitudine sincera creando la spinta per la felicità che si merita, dando amore e predisponendosi a riceverlo.

Forse Robert Dilts aveva dato un’occhiata alla struttura del Purgatorio quando elaborò i suoi Livelli Logici: in effetti nella parte più bassa, quella dell’Ambiente e del Comportamento si può ritrovare la parte essenziale della Scoperta. Fra Comportamento e Capacità si rileva il Conoscere sé stessi. Salendo, è nell’Accettazione che ci si districa fra Convinzioni e Valori ed è, ovviamente, nell’Amore che si trova la parte più importante della propria Identità fino a Trasformare se stessi e l’universo intorno in una parte che ognuno può definire come preferisce, dalla Spiritualità alla propria Missione di vita, al proprio scopo nell’esistenza.
E ora sono curioso: hai conosciuto qualche selva oscura? La tua vita è stata caratterizzata dalla fortuna, dalla gioia e dall’illuminazione divina (qualsiasi sia la tua divinità)?
Fin dalla nascita, o poco più, hai compreso di non aver bisogno di una crescita personale al di fuori di quella del numero crescente della misura delle tue scarpe?
Hai avuto un Virgilio accanto a te ad accompagnarti nell’infernale e celestiale cammino?
Come hai soddisfatto il tuo desiderio e il tuo volere?
Come dice Dante, con “l’amore che muove il sole e le altre stelle”?
Se ti sei ritrovato almeno una volta a scalare curve interiori senza sapere da che parte voltarti, sappi che esistono percorsi, strumenti e compagni di cammino.
Nei nostri corsi impari a leggere la tua commedia con nuovi occhi.
Svegliati e chiama. Magari la tua salita è già una forma di Paradiso.
Guido Oliva