Il vuoto fertile

Il vuoto fertile

 

 

“Il buio, il vuoto, il nulla:

sono metafore di una dimensione ancestrale

in cui la vita si ri-partorisce.”

Plutarco

 

 

 

Secondo la Kabbalah, il fondamento che sostiene tutta l’esistenza è l’Ain, il Nulla metafisico. “Tolè aretz al blimah”, significa “Sospendere la terra sul Nulla”.

Anche i Mistici facevano così e, per arrivare ai giorni nostri, la fisica moderna sostiene che il concetto di vuoto debba essere totalmente rivisitato, che non ci sia niente di più pieno di energia del cosiddetto “spazio vuoto”.

Quindi l’importanza e necessità del silenzio, come “vuoto fertile” (Bollas, 1989), a creare uno spazio magico in grado di fornire alla persona un’esperienza al limite tra realtà e fantasia e che offra la possibilità di imparare a pensare simbolicamente, cioè fare uso della propria capacità immaginativa.

 

Contrapposto “al pieno” che è la droga del nostro tempo, una necessità che ci porta alla ricerca di relazioni, cose da fare e pensieri ingorgati in modo compulsivo, con l’impeto di riempire ogni spazio vuoto. Risulta più complesso accettare il silenzio e accogliere il vuoto come momento creativo, come una grande possibilità di ampliare l’ascolto profondo di se stessi in quel vuoto che libera altre soluzioni, non più incatenate alle strategie già messe in campo, spesso limitanti per l’espressione più libera del nuovo progetto creativo al quale si sta lavorando.

 

Quindi ricreare un vuoto, uno spazio libero da colori, suoni, rumori, immagini, da riempire con il “nuovo” che vi prenderà forma. Un modo di entrare in contatto con uno spazio propedeutico a ogni possibilità, dove liberare la fantasia in un territorio non contaminato. Una sorta di luogo non luogo definito dal filosofo Friedlander come la zona di “preludio all’atto creativo”, quindi fondamentale all’espansione della personale attitudine creativa e alla riprogettazione, peraltro, incontaminata da presupposti della scultura del processo artistico.

 

”Il nulla è niente solo nella misura in cui siamo ossessionati dal bisogno che sia qualcosa. Una volta che accettiamo il nulla, tutto si unisce a noi. Il nulla diventa uno schermo sul quale possiamo vedere tutto, uno “sfondo” sul quale emerge liberamente qualunque “figura”.

 (Friedlander)

Cristiana Morroni

✨ Fermati, respira e accogli il silenzio: nel vuoto fertile c’è già il seme del tuo prossimo progetto creativo. Sei pronta a scoprire cosa vuole germogliare in te?

Atelier della PNL

L'Atelier della PNL nasce per aiutarti a scolpire la tua essenza, eliminando il superfluo e lasciando emergere ciò che sei davvero. Autentico. Potente. Realizzato.