
Il Blocco creativo – Le distrazioni
Se la vostra vita quotidiana vi sembra povera,
non l’accusate; accusate voi stesso,
che non siete assai poeta da evocarne la ricchezza;
ché per un creatore non esiste povertà
né luoghi poveri e indifferenti.
(R.M. Rilke)
Per essere creativi, in conclusione, è necessario aggiungere qualcos’altro, arricchire di nuove scelte ciò che già funziona. Cambiare non significa dover rinunciare a qualcosa che già si possiede perché essere creativi equivale ad applicare una sorta di processo incrementale.
Processo nel quale può essere complesso riconoscere la differenza tra il momento della riflessione e quello della procrastinazione. Situazioni opposte che però allontanano entrambe lo scrittore dal così detto “fare”, o stato demoniaco o monoideismo: il concentrarsi e mettersi in azione così intensamente su qualcosa, tanto da non riuscire più a pensare né far altro che a quella cosa. Se ne viene piacevolmente travolti e il definirlo demoniaco, rende davvero l’idea. In quei momenti creativi si agisce come se dentro ci fosse un demone che ti costringe a farlo.
Quindi spesso, sono solo le nostre convinzioni a costituire il veleno, blocco che impedisce di procedere, lasciandoci impantanati su qualcosa che ha già funzionato o che stava funzionando e che ora non gira più. E paradossalmente accade proprio così, è il “successo” di una strategia che ci porta verso l’incapacità di strutturare qualsiasi altra soluzione e, in questo stato, anche il solo staccarsi per ri-cominciare, diviene una sorta di sconfitta. Così ci si arrocca su idee che non trovano uscita, personaggi che restano opachi o storie che non decollano. Questo credere di sapere, richiama alla mente una mappa costruita in precedenza e continua ad associarla anche al nuovo prodotto creativo, andando a soddisfare il criterio del “questo io già lo so” ma compromettendo nuove soluzioni o idee e spesso conducendo l’artista verso un cul de sac. Un blocco
E mentre il blocco dello scrittore è un fenomeno interno, altro veleno potente, ma causato da situazioni esterne, è quello dell’interruzione, della distrazione e la grande difficoltà di tornare allo stesso stato o spazio creativo in cui ci si trovava prima. Queste diminuzioni dell’attenzione - cellulari, rumori ma anche altri obiettivi, qualsiasi cosa che impedisce la concentrazione - sono delle vere e proprie trappole per la creatività.
È quel momento in cui non si riesce a progredire, le idee sono poche e confuse, ogni piccolo passo in avanti sembra inutile, si lavora in una sorta di nebulosa che impedisce la vista e quindi rallenta il percorso.
La gestione di interruzioni, distrazioni, blocchi, procrastinazioni o la ricerca dello spazio sufficiente per entrare nello stato demoniaco richiedono capacità da sviluppare per essere gestite e superate abilmente.
In questo senso la PNL ha prodotto tutti gli antidoti del caso, come sempre, semplici ed efficaci, tipo quello di un approccio allo stallo creativo, qualsiasi ne sia la causa, agendo sui sistemi rappresentazionali, vista visivo, udito auditivo, tatto cinestesico, olfatto olfattivo, gusto gustativo, e attraverso le loro caratteristiche di colore, luminosità, tono, volume, temperatura, ecc. ecc e provvedendo a collegarli sequenzialmente e simultaneamente.
I collegamenti sequenziali (stimoli) sono ancore o inneschi, capaci di attivare risposte a livello di comportamenti, pensieri ed emozioni, sotto forma di sinestesie, provocando sovrapposizioni sensoriali (come quella di visualizzare immagini mentali insolite: la forma di un suono o udire un colore). I collegamenti che queste immagini mentali determinano a livello superficiale, spostano l’attenzione a un livello superiore, direttamente alla macrostruttura del processo creativo.
O, ancora, attraverso l’utilizzo di un cambio a livello fisiologico, cioè modificando il modo di usare il nostro corpo. Si procede facilitando alternative ed aperture nel concepire e percepire le cose intorno, stimolando pensieri nuovi in un ambiente nuovo, con risposte nuove, giusto per capire l’effetto che fa. Ci sono modi creativi e divertenti di utilizzare la propria fisiologia e che la maggior parte delle persone non usa o non sa di poter usare: tipo il rotolare su un pavimento, o guardare il mondo camminando carponi, lasciarsi guidare dagli odori, mettersi a testa in giù…
Se non siete in grado di sbloccarvi su “due piedi”, allora provate a stendervi, pensate al problema, immaginate per un minuto di essere in piedi e di camminare avanti e indietro, ora pensate lo stesso problema, ma immaginate di farlo mentre state sdraiati a terra. Che succede? Il modo in cui ho agito in risposta al problema cambia? Che succede, “ti senti mancare la terra da sotto i piedi”?
R.B.DILTS
Successivamente, quello che può accadere, è che le azioni così combinate, utilizzate nel momento creativo contribuiscano alla formazione della microstruttura di una strategia creativa e quindi il processo si sblocca.
Per la mia esperienza diretta, esporsi a induzioni ipnotiche mirate e strutturate ad oc può, anche in concomitanza di uso di altre tecniche, solo portare a risultati più veloci e molto stimolanti.
Cristiana Morroni
Dal blocco creativo alla rinascita: riconoscere le trappole della mente e trasformarle in nuove possibilità...