
La volpe lo sapeva. Lo disse alla fine, proprio mentre se ne stava andando. Lei aveva capito che c’era una struttura più profonda: “Addio” disse, “Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.
C’è il cuore, c’è l’altra mente. E contano più degli occhi; sono gli strumenti che possiamo utilizzare per guardare oltre, per comprendere quell’aspetto della realtà, coloro che sono accanto a noi e tutto il mondo che ci circonda.
Forse la volpe conosceva la comunicazione e la sua rappresentazione. Era conscia del fatto che la propria esperienza del mondo si esprime in una rappresentazione radicata nel profondo, con scelte relative alla forma in cui si comunica la propria esperienza.
Siamo piccoli noi? Crescendo si impara o si perdono informazioni?
Piccoli, come quelli per cui si scrivono le favole. Ci piacciono le favole, ci piacciono le Principesse e ci piacciono i Principi. Ce n’è uno, piccolo, il piccolo Principe, che ci dice proprio cosa ne pensa degli adulti:
“Gli adulti non capiscono mai niente da soli ed è una noia che i bambini siano sempre eternamente costretti a spiegar loro le cose”.
“Tutti i grandi sono stati piccoli, ma pochi di essi se ne ricordano”.
"Solamente i bambini schiacciano il naso contro i vetri. Quelli sì, che sono fortunati".
Forse, se si disegnassero due cerchi di misure diverse, uno dentro l’altro, quello grande rappresenterebbe il bambino, quello senza limiti, con la mente aperta e la fantasia illimitata e quello piccolo rappresenterebbe l’adulto, quello a cui la vita ha tolto, un frammento alla volta (Questo non si fa… Comportati come si deve… Si è sempre fatto così…), pezzi consistenti di esistenza.
Noi comunichiamo. E possiamo imparare ad avvicinarci a ciò che desideriamo: “In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino…”.
Le parole sono una fonte di malintesi, se le usiamo senza essere consci di ciò che andranno a sfiorare.

Si può imparare? Sì. C’è un modo: ascoltando chi lo ha già fatto. Facile? Forse. Ma sicuramente ciò che si ha nel percorso è illuminante. “Devo pur sopportare qualche bruco se voglio conoscere le farfalle, sembra che siano così belle”.
«Sì, sarebbe bello, ma io non ho tempo».
"È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"È il tempo che ho perduto per la mia rosa..." sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
"Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai amato. Tu sei responsabile della tua rosa..."
"Io sono responsabile della mia rosa..." ripeté il piccolo principe per ricordarselo.
Bello vero? Bello il libro, belle le frasi, profonde. Belle le citazioni e belle anche le invenzioni. Già, belle anche quelle, quelle che si diramano viralmente con i social. Mi diverto a verificare, quando leggo le cose, a chi appartengono, più per curiosità che per esprimere un giudizio:
“Certo che ti farò del male. Certo che me ne farai. Certo che ce ne faremo. Ma questa è la condizione stessa dell’esistenza. Farsi primavera, significa accettare il rischio dell’inverno. Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza”.
Questa, per esempio, è una famosissima citazione attribuita al piccolo principe. Bella no? Solo che non è nel libro. Le parole sono state scritte dal suo autore ma appartengono a “Sept lettres à Natalie Paley, 1942 - 1943″.
Anche questa è comunicazione. Prendiamocela quella frase, ci piace, ma occhio a credere a tutto ciò che leggiamo: “La scienza dice che… Test clinici dimostrano che…”. Se le citazioni letterarie poco ci fanno in termini di danni, altre cose, potrebbero farcene. Impariamo a discernere.
E ancora:
“È una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito. È una follia condannare tutte le amicizie perché una ti ha tradito, non credere in nessun amore solo perché uno di loro è stato infedele, buttare via tutte le possibilità di essere felici solo perché qualcosa non è andato per il verso giusto. Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c’è un nuovo inizio.”
La rosa, il piccolo principe, l’urna. Ci può stare vero? Solo che non è nel libro e non è, questa volta, neanche dello stesso autore. Appartiene a un anonimo inglese. Ci importa? Non lo so, è una scelta che ognuno di noi può fare ma magari impariamo a guardare al di là, prima di decidere se rimanere al di qua.
Ci siamo, siamo dentro il mondo e dentro noi stessi, ovunque si può fare in modo che diventi tutto perfetto così com’è. Ovunque.
Anche nel deserto: "Il deserto è bello", soggiunse. Ed era vero. Mi è sempre piaciuto il deserto. Ci si siede su una duna di sabbia. Non si vede nulla. Non si sente nulla. E tuttavia qualche cosa risplende in silenzio... "Ciò che abbellisce il deserto", disse il piccolo principe, "è che nasconde un pozzo in qualche luogo..."
A noi spetta trovarlo. C’è già, da qualche parte.
Ti saluto ora, a te, ai tuoi sogni, alle tue meraviglie. Ai tuoi viaggi strani, a quella sottile vena di follia, a quello che sei e a quello che stai per diventare.
Per voi che pure volete bene al piccolo principe, come per me, tutto cambia nell'universo se in qualche luogo, non si sa dove, una pecora che non conosciamo ha, sì o no, mangiato una rosa. Guardate il cielo e domandatevi: la pecora ha mangiato o non ha mangiato il fiore? E vedrete che tutto cambia... Ma i grandi non capiranno mai come questo abbia tanta importanza.
Se qualcosa in queste parole ha risuonato con te, se anche tu senti che da qualche parte c’è un pozzo da ritrovare, allora il tuo viaggio è già iniziato.
I nostri corsi non insegnano nozioni: risvegliano possibilità.
Scrivici per scoprire il tuo prossimo passo. Il tempo che dedichi a te stesso è quello che renderà unica la tua rosa.
Guido Oliva