
𝗙𝗮𝗹𝗹𝗼 𝗲 𝗯𝗮𝘀𝘁𝗮!
Un’amica, che conosco da tanti anni, mi parlava ieri di come mi vede diverso rispetto a qualche tempo fa. Anche lei sta facendo lo stesso mio percorso ma, come capita a chi vive, ha avuto un rallentamento e ora ha ricominciato alla grande.
È stato bello ascoltarla perché a volte non ci rendiamo neanche conto dei risultati che otteniamo. Ci arriviamo lavorando su noi stessi e, quando raggiungiamo obiettivi che non eravamo neanche in grado di fissare, ci sembra siano quasi cose normali.
Poi però, agli occhi degli altri, appariamo molto diversi. A volte migliori, a volte invece appariamo peggiori. Già, chi resta nel punto in cui era perché ha deciso di non muoversi, perché ha deciso di avere paura, perché ha deciso che investire su se stessi non è una buona idea, ci guarda e dice: “𝑇𝑖 𝑝𝑟𝑒𝑓𝑒𝑟𝑖𝑣𝑜 𝑑𝑖 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑎”.
Quando il “prima” poteva anche essere molto distante dalla crescita personale, economica o emotiva.
Sì sì, eravamo meglio prima. Certo…
La mia amica invece è già avanti nella sua crescita, nell’allargamento della sua visione. E riesce a vedere cose che ad altri sfuggono.
È stato bello sentire dalla sua voce che quello che sento dentro, quello che mi fa stare meglio, che mi ha insegnato a gestire i miei “incastri” mentali e che mi ha dato la possibilità di aiutare altre persone a stare meglio, è evidente a chi sa com’ero e che vede come sono adesso.
Quante volte ti è capitato di fare qualcosa solo perché ti sembrava di non poter fare altrimenti?
Quante volte ti sei ritrovato nella stessa situazione e ogni volta hai detto, “𝘜𝘧𝘧𝘢, 𝘯𝘰𝘯 𝘷𝘰𝘨𝘭𝘪𝘰 𝘱𝘪𝘶̀ 𝘤𝘩𝘦 𝘢𝘤𝘤𝘢𝘥𝘢” e poi, puff, è successo un’altra volta? E magari un’altra ancora?
Quali sono quei loop in cui ti capita di entrare senza sapere neanche come è successo? Con la tua mente che è lì e ti dice “𝘙𝘪𝘱𝘳𝘰𝘷𝘢𝘤𝘪, 𝘧𝘰𝘳𝘴𝘦 𝘴𝘵𝘢𝘷𝘰𝘭𝘵𝘢 𝘪𝘭 𝘳𝘪𝘴𝘶𝘭𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘴𝘢𝘳𝘢̀ 𝘥𝘪𝘷𝘦𝘳𝘴𝘰”, “𝘋𝘢𝘪, 𝘤𝘩𝘦 𝘷𝘶𝘰𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘪𝘢, 𝘶𝘯’𝘢𝘭𝘵𝘳𝘢 𝘷𝘰𝘭𝘵𝘢 𝘴𝘰𝘭𝘵𝘢𝘯𝘵𝘰”.
Interessante vero?
E a che ora la smetti?
No, dico, quando la finisci di prenderti in giro e di prendertela con altri «che non sei tu»?
In che direzione stai andando?
Quei legami in cui è sbocciato l’incastro li stai rompendo? Ne stai ricostruendo di nuovi?
Insomma, come metti le tue monetine?
Puoi restare fermo a pensare, oppure spostare il peso in avanti e iniziare a camminare.
Puoi raccontartela ancora… oppure scegliere di cambiare davvero.
E quando sei pronto, davvero pronto, non serve più pensarci.
Fallo. E basta!
Guido Oliva